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Ieri l’ultimo atto di uno spettacolo triste. PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Martedì 06 Gennaio 2009 16:45

Si chiama “Forum dei Cittadini”. In realtà parla uno solo. Stando allo statuto comunale dovrebbe essere un “luogo d’incontro, di comunicazione e di reciproca informazione tra i cittadini ed i rappresentanti dell’amministrazione comunale, finalizzati ad affrontare specifici temi e a risolvere concreti problemi relativi alla condizione della popolazione” (art. 81). Invece, altro non è che un’occasione istituzionalizzata per un comizio fuori stagione del Sindaco, secondo un copione trito e ritrito. Si comincia con le prime file occupate dai dipendenti comunali e con gli assessori zitti a fare da contorno alla solitaria e solenne lettura da parte del Primo Cittadino della relazione di fine anno nella quale, in ordine sparso, ringrazia un po’ tutti, esalta le cose fatte, ne promette di nuove, bacchetta l’opposizione e finanche qualche cittadino che – pensate un po’ – ha la grande colpa di avergli tolto “il saluto”. Non è il Vangelo, per carità! Ma il silenzio con il quale i cittadini seguono la lettura dello scritto con il foglietto tra le mani, è quasi religioso, ed è interrotto soltanto dal fruscio collettivo a fine pagina. Dopodiché, dopo qualche minuto di imbarazzo durante il quale sembra che non voglia parlare nessuno, si apre il cosiddetto “dibattito”, con il primo – coraggioso cittadino – che si avvicina al microfono. Da quando il trucco delle domande preparate è stato scoperto e contestato, non c’è più nessuno che parli per complimentarsi con gli amministratori. E questo vorrà pure dire qualcosa. C’è, invece, chi – imperterrito – fa domande scomode, tocca qualche nervo scoperto accuratamente evitato nella lunga relazione e denuncia, ad esempio, come i biccaresi si siano “impoveriti ed impauriti”. Manco a dirlo, finisce con il Sindaco che risponde alzando la voce, che nega l’impossibile anche a costo di cadere in evidenti contraddizioni, che “invita” a non dire fesserie a chi prova a controbattere, che quasi zittisce l’interlocutore di turno e che, infine, dopo una sfuriata del genere, addirittura prega la platea di rientrare rapidamente nei “canoni”. Un vero e proprio “one man show” insomma. In un batter d’occhio, però, l’incontro, la comunicazione e la reciproca informazione vanno tutte a farsi benedire. Beatamente. L’arena che si scatena successivamente è il segno di un rapporto ormai inesistente tra gente e classe diri-gente e della vecchiezza di un rito reso logoro ed inutile da un’amministrazione a cui la gente non può o non vuole più neanche porre domande. Fortuna che si tratta dell’ultimo atto. Poi, Dio piacendo, tornerà il tempo in cui i cittadini ritroveranno il gusto di parlare ad un forum vero, senza correre il rischio di “cazziatoni” istituzionali, discutendo tra pari per il piacere di occuparsi di Biccari e dove i monologhi di un uomo solo al comando saranno sostituiti dal grande assente: l’ascolto.                 

 

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